Vi hanno regalato una moto vecchissima e state
pensando al modo migliore di utilizzarla facendo in modo che la manutenzione del veicolo non abbia dei costi proibitivi. Oppure avete una moto che avete curato ogni anno con amore, eseguendo la manutenzione sempre con un criterio da appassionato, selezionando solo componenti originali e sognate di esporre il vostro gioiello durante le manifestazioni che ogni anno si svolgono per la penisola? In entrambi i casi, se dall’anno della prima immatricolazione sono passati almeno vent’anni, potreste registrare il vostro veicolo come moto d’epoca e di conseguenza approfittare di una serie di tariffe agevolate su premio assicurativo e su bolli e tasse di circolazione. Le assicurazioni moto storiche infatti sono solitamente concesse a prezzi annuali significativamente inferiori ai premi delle assicurazioni tradizionali, ma devono rientrare in una serie di categorie e passare al vaglio di diversi controlli prima di ricevere lo status che vi consentirà di risparmiare. In base alle caratteristiche della moto e delle vostre intenzioni di utilizzo potreste scegliere di far figurarla sotto due diverse diciture: i motocicli d’epoca e i motocicli di interesse storico. I motocicli d’epoca sono quei veicoli che non figurano più nel Pubblico Registro Automobilistico (P.R.A.) e che sono destinati ad essere conservati in strutture adibite come musei o istituti pubblici o privati. Questo tipo di moto di solito non sono equipaggiate con la sufficiente dotazione minima, stabilita dal codice della strada, per circolare liberamente per le vie delle città italiane. È possibile chiedere il permesso per una circolazione limitata, solitamente ristretta ad eventi particolari per appassionati, al Dipartimento per i Trasporti Terrestri. L’autorizzazione quindi verrà concessa unicamente per la partecipazione a fiere, esposizioni, mostre e raduni di fan dei veicoli d’annata e limitata ad una zona ben precisa in cui si svolge l’evento, permettendo di sfilare per le vie di una città a puro scopo espositivo. La seconda categoria invece, i motocicli di interesse storico, se dotati di tutte le caratteristiche che prescrive il codice della strada possono essere utilizzate tranquillamente come veicolo personale di tutti i giorni. Oltre ad essere immatricolati da più di vent’anni devono avere una cilindrata maggiore di 50 cc ed essere iscritte ad almeno una delle due associazioni principali di tutela motoristica, la FMI o L’ASI. Per avere accesso a queste associazioni è necessario passare per la richiesta di affiliazione ad un moto club associato. Ne esistono diversi sparsi sul territorio, il cui elenco è facilmente rintracciabile con una ricerca sul web. La FMI, la Federazione Motociclistica Italiana, ha cominciato ad operare nel 1946 ma la sua origine va ricercata nel Moto Club Italia, nato addirittura nel 1911. L’associazione si fa carico di promuovere la conoscenza e la cultura motociclistica nel nostro paese e partecipa a studiare e risolvere i problemi legati al mondo delle moto. Sul territorio la sua attività prevede l’organizzazione di eventi e collaborazioni con le istituzioni in modo da diffondere la passione per le due ruote. Inoltre svolge ruolo di assistenza dal punto di vista tecnico, didattico, assicurativo e giuridico a tutti i suoi associati.
L’ASI, Automotoclub Storico Italiano, tutela e sostiene gli interessi generali degli appassionati del mondo motoristico italiano, promuovendo l’importanza culturale, storica e sociale dei mezzi a due e a quattro ruote. L’attività della associazione riguarda principalmente, organizzando diverse iniziative, la conservazione e il recupero di ogni veicolo a motore (autoveicoli, motoveicoli, ciclomotori, veicoli militari, macchine agricole e industriali, veicoli commerciali, natanti e aeroplani), che abbia superato i vent’anni dal momento dell’immatricolazione. Inoltre svolge una attività di diffusione e promozione dell'aspetto culturale che questi rappresentano, a causa del loro significato storico e al ruolo insostituibile e fondamentale che hanno svolto nel secolo precedente, attraverso la memoria della loro evoluzione tecnica, del loro valore culturale, di costume e sociale. Una volta che sarete soci ufficiali di uno di questi due club potrete richiedere lo status di moto storica per il vostro veicolo. Per ottenerla dovrete riempire un formulario con i dati relativi al mezzo in questione e al proprietario. Dovrete quindi riportare il numero del telaio, del motore, la fotocopia del libretto di circolazione e una serie di foto della vostra moto che dimostrano che il mezzo è in buono stato.
A volte la richiesta comprende l’obbligo di fornire anche il negativo delle fotografie consegnate. La procedura è molto precisa, i tecnici che valutano la vostra membership potranno anche chiedere di vedere la moto dal vivo, per verificare il rispetto degli standard di qualità necessari come l’originalità dei componenti e la condizione del veicolo. A procedura iniziata, può richiedere anche un paio di mesi, il moto club vi fornirà un certificato temporaneo che vi permette di circolare per le strade della vostra con la moto in modo provvisorio durante la valutazione della pratica. Una volta ottenuta la certificazione di moto d’interesse storico potete recarvi alla vostra assicurazione per stipulare una polizza di tutela agevolata. Le compagnie richiedono la documentazione che attesta che siete soci di uno dei due club e una sorta di certificato di identità della moto d’annata che viene rilasciato, a pagamento, dall’associazione a cui vi siete appena iscritti.
Durante la sottoscrizione della polizza
è consigliabile controllare sempre con attenzione le clausole che presenti nei contratti che assicurano le moto storiche, come è bene del resto anche nei contratti di assicurazioni tradizionali, perché potrebbero riservare una serie di limitazioni. Oltre alla già citata limitazione che permette di circolare solamente durante esposizioni, mostre e fiere e solo in luoghi adibiti, alcuni accordi di questo tipo potrebbero presentare ulteriori particolarità. Le polizze potrebbero essere riservate solo alla tutela del mezzo quando al volante è presente l’intestatario del contratto o una persona dal nome e cognome specificato al momento della firma del contratto. In caso di sinistro o furto del veicolo in una situazione che non rispetti queste caratteristiche la compagnia potrebbe non concedere il risarcimento.
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Dovrete quindi stare molto attenti a non utilizzare la moto normalmente se questa è assicurata come veicolo storico e attenzione a non prestarla ad un vostro amico che insiste da tempo per poter provarla se sul contratto c’è soltanto il vostro nome. Moto Storiche
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