La legge 990 del 24 dicembre 1969 obbliga
i possessori di una moto (come di una macchina, una imbarcazione, un ciclomotore o un rimorchio) a stipulare un contratto di assicurazione di responsabilità civile. Il vincolo riguarda qualsiasi veicolo presente in uno spazio pubblico, che sia circolante o meno. La RC moto è una formula di tutela base che impegna la compagnia di assicurazione a risarcire tutti i danni causati dal proprio assicurato verso altri veicoli o terze persone entro dei massimali, i cui minimi sono stabiliti per legge. Circolare con una moto sprovvista di assicurazione comporta il sequesto del mezzo e una multa ad un eventuale controllo e, in caso di incidente, il dovere di rimborsare in prima persona tutti i danni a cose e persone coinvolte nel sinistro. Un contratto di responsabilità civile stipulato in Italia ha valore in tutto il territorio della Comunità Europea. Il meccanismo con cui è regolata la RC moto è definito Bonus/malus. Si tratta di una organizzazione in 18 classi di merito. Chi provoca un incidente l’anno successivo sarà retrocesso di due livelli e di conseguenza costretto a pagare un premio più alto, chi invece mantiene un comportamento virtuoso alla guida del proprio mezzo guadagna una classe fino ad arrivare alla prima. I clienti neoassicurati entrano alla quattordicesima anche se grazie alla legge Bersani del 2007 è possibile usufruire della classe più conveniente di un familiare convivente, purchè abbia un contratto assicurativo per lo stesso tipo di veicolo, in questo caso quindi una moto. Il mercato è libero ed è libera anche la possibilità per le compagnie di assicurazione di organizzare la propria gestione delle classi nel modo che meglio credono. Per questo l’ISVAP (l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo) ha creato una tabella di Conversione Universale (CU) a cui devono essere ricondotte le classi di ogni compagnia in modo da poter confrontare alla pari le offerte. Prima della scadenza del contratto infatti ogni agenzia di assicurazione ha l’obbligo di mandare al proprio cliente un Attestato di rischio che riporta la classe universale di provenienza e quella prevista per l’anno successivo e che può essere utilizzata per chiedere i preventivi agli altri attori del mercato. In questo modo un cliente non soddisfatto dell’importo che paga con la propria compagnia è in grado di poter valutare altre offerte e, in caso, cambiare il proprio contratto. La prima cosa da controllare in un momento del genere è se il proprio accordo prevede il tacito rinnovo o meno. Nel primo caso il contratto si intende rinnovato automaticamente dopo lo scadere se nessuna delle due parti avanza richieste diverse. Per non avvalersi del rinnovo è necessario mandare una comunicazione scritta, via fax o raccomandata con ricevuta di ritorno, almeno 30 giorni prima della scadenza.
Nel caso invece che il contratto non preveda il tacito rinnovo le parti sono libere da qualsiasi impegno alla mezzanotte dell’ultimo giorno e sta al cliente rinnovare la propria assicurazione e fare attenzione a non circolare nel periodo in cui la copertura non è applicata. Per farsi un’idea precisa delle offerte presenti sul mercato è sufficiente passare qualche ora sul web e recarsi sui siti delle principali compagnie assicurative. Tutte hanno una sezione dove è possibile inserire i dati della propria moto e i propri dati anagrafici per ricavare il premio assicurativo da pagare per un anno. Esistono anche dei siti che fanno questo lavoro al posto vostro e che, inserendo una sola volta i dati, presentano su una sola pagina i risultati di tutte le compagnie del settore permettendovi di fare un veloce paragone. È possibile però che rispetto all’uso abituale che fare della vostra moto non valga la pena stipulare un contratto di assicurazione annuale. C’è chi prende la moto soltanto alcuni weekend all’anno, chi la prende solo i mesi estivi, chi la prende soltanto durante le ferie e chi, pur utilizzandola tutto l’anno, effettua un numero di chilometri molto basso. Le agenzie mettono a disposizione una serie di formule assicurative che esulano da un completo premio assicurativo annuale per permettere anche a chi fa un uso meno quotidiano di assicurare la moto ad un prezzo vantaggioso.
Per chi prende la moto soltanto i mesi estivi per esempio è possibile optare per una assicurazione moto trimestrale, tutelare quindi la moto soltanto per pochi mesi in modo da poter farne un uso libero d’estate per poi riporre in garage il proprio veicolo senza dover pagare anche il resto dell’anno. Nello stesso modo, se magari prendete la moto appena smette il freddo e le strade non sono più bagnate per riporla solo quando arriverà l’inverno, è possibile indirizzare la scelta verso una soluzione assicurativa semestrale. Formule di questo tipo esistono anche ridotte a pochi giorni.
Se di volta in volta avete bisogno di
assicurare la moto per un weekend o una settimana potete farlo. Naturalmente in proporzione ad un premio assicurativo annuale tutelare la moto per pochi giorni è meno conveniente, quindi è bene anche avere a mente quante volte effettivamente avrete bisogno di stipulare una assicurazione temporanea. Superata una soglia di giorni assicurati in questo modo potrebbe valere la pena di pagare un premio annuale che comporta più liberta e meno problemi brucratici. Lo stesso problema vale per le assicurazioni a consumo. Questo tipo di soluzioni prevedono una parte del premio fissa corrisposta ad inizio contratto e una seconda calcolata a fine anno in base ai chilometri percorsi. Anche questa formula ha degli aspetti convenienti se non ci si lascia prendere la mano dalla voglia di sfrecciare quotidianamente per le strade della propria città. Per chi vuole risparmiare ma ha bisogno di una certa libertà nell’organizzazione delle proprie gite con la moto può invece stipulare una classica formula di assicurazione annuale con l’opzione però della sospendibilità della copertura.
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Si chiamano polizze spendibili, e danno l’opportunità al cliente che ha sottoscritto il contratto di segnalare alla propria agenzia di voler interrompere per determinati mesi, scelti di volta in volta, la valenza della tutela. In questo modo l’importo pagato per un anno può essere spalmato nel corso del tempo, a seconda delle necessità del cliente. Trimestrale
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