Anche se poche aziende la utilizzano, le opportunità di tipo fiscale alla voce definita come "oneri di utilità sociale" prevede la deducibilità delle spese aziendali legate all'assistenza sanitaria, educazione, istruzione, assistenza sociale sino ad una cifra pari al 5 per mille delle spese indicate nella dichiarazione dei redditi. L'onere definito deducibile, in questo caso le spese legate alla sottoscrizione di una polizza sanitaria, riduce la base di calcolo dell'imposta: si ottiene quindi un risparmio direttamente proporzionato all'aliquota fiscale del contribuente. Un requisito indispensabile, però, è quella che le voci di spesa siano riconducibili a tutti i dipendenti o comunque ad una parte considerevole di essi. Le piccole e medie imprese, hanno così la possibilità di fornire ai propri dipendenti pacchetti di benefici interessanti venendo incontro alle loro esigenze. Come identificare, quindi, la polizza che metta d'accordo datori di lavoro e dipendenti? Molte compagnie assicurative hanno ideato polizze che si basano sulla retribuzione annuale lorda e sul costo del lavoro annuo. Questo fa sì che molte aziende mettano a disposizione dei propri lavoratori servizi di assistenza come il trasferimento in ospedale, la consegna a domicilio di medicine urgenti, la visita del medico o del fisioterapista a domicilio, Medical Advice Program che prevede il consulto con un secondo medico, sia in centri specialistici nazionali che internazionali e l'assistenza integrata a domicilio, che si pone come supporto al ricovero ospedaliero. I contributi aziendali vanno versati ad una cassa assistenziale, con il quale ha stipulato un accordo. Contributo che non viene computato nei calcoli della retribuzione pensionabile e non viene inserito nello stipendio. All’azienda in termini onerosi, rimane solo il contributo di solidarietà INPS pari al 10%.
L'utilizzo di un incentivo di questo tipo consente di evidenziare un notevole risparmio , per ciò che concerne ai costi del rinnovo del contratto ed in egual modo rappresenta un benefit per i dipendenti, che è utile per fomentare lo spirito aziendale. L’azienda può scegliere se accollarsi il totale pagamento dei contributi oppure solo una parte. Al dipendente, il versamento per la copertura sanitaria consente di ricevere il rimborso delle spese sanitarie sostenute e la cure sanitarie in uno dei centri convenzionati, senza lunghe liste d’attesa. Questo comporta un notevole risparmio per l’azienda che decide di aderire a questa forma di assistenza integrativa, unito ad una fidelizzazione del dipendente. Le polizze sanitarie non sono deducibili per i dipendenti se le stipulano in forma privata. Per venire incontro a questo "ostacolo", molti assicuratori optano per la costruzione di un preventivo personalizzato attraverso la compilazione di un questionario sanitario, volto a valutare lo stato di salute generale del contraente. I lavoratori autonomi non possono usufruire di quest’agevolazione, ma possono comunque godere della della detrazione del 19% della spesa medica complessiva. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti possono inserire nel proprio modello unico gli oneri legati alla previdenza integrativa, versati in maniera volontaria, cioè quelli dovuti all'adesione a polizze di assicurazione caso vita che prevedano un piano pensionistico, sia che si tratti di compagnie italiane o straniere, per tutti i premi pagati (anche quelli dei familiari a carico del dichiarante).